Quando travasare il vino: i nostri consigli

Sei un appassionato di vino? Non ti limiti a berlo ma lo produci anche in casa, o vuoi semplicemente capire qual è la magia che trasforma un chicco d’uva in un nettare prezioso e inebriante?

Nel blog di Winebiowine non solo ti offriamo i consigli per scegliere i migliori vini e capire gli abbinamenti perfetti, ma ti sveliamo anche come nasce la nostra bevanda preferita.

Oggi ti raccontiamo cosa succede durante il travaso, una tappa fondamentale per il nostro piccolo chicco d’uva: vediamo come avviene questa famosa magia!

Travaso del vino: di cosa si tratta

La vinificazione è proprio come un viaggio, o meglio un pellegrinaggio diviso per tappe: l’uva, dopo essere coltivata con cura, viene vendemmiata e pigiata, quindi sottoposta a fermentazione, una fase fondamentale che può durare anche 10 giorni. In questo momento, l’uva si riposa e rivela le sue principali caratteristiche. Trascorso questo periodo si passa alla svinatura, quindi al travaso del vino!

Questo momento è importante perchè consente di eliminare i sedimenti dalla bevanda, ovvero bucce, vinaccioli, residui di lievito e così via.

Tuttavia, alcune sostanze pesanti continuano a permanere, depositandosi sul fondo, quindi sono necessari diversi travasi prima di ottenere un vino limpido, chiaro e stabile. Inoltre, in base alle caratteristiche e condizioni della bevanda si effettuano due tipi di travaso.

  • Travaso chiuso: in questo caso si deve evitare che la bevanda venga a contatto con l’aria aperta, e quindi si trasferisce da un contenitore all’altro per mezzo di un tubo o pompa enologica.
  • Travaso all’aria: si esegue travasando la bevanda limpida in un contenitore aperto posto più in basso, sfruttando la forza di gravità. Ciò favorisce ossigenazione ed elimina odori sgradevoli causati dalla fermentazione.

Come già accennato, i travasi si susseguono periodicamente, per rendere il vino sempre più pulito e stabile. Generalmente sono tre o quattro all’anno, ma ciò dipende anche e soprattutto dalle caratteristiche del vino.

Quando si effettuano i travasi?

Il primo travaso, avviene dopo la fermentazione e ha l’obiettivo di separare i sedimenti più grossi dalla parte liquida. Tuttavia, se la bevanda denota segni di deterioramento si possono anticipare i tempi, scegliendo un travaso all’aria aperta.

Il secondo si effettua poco dopo l’inizio dell’inverno: le basse temperature stimolano la precipitazione di sostanze pesanti presenti nel vino. La terza ondata avviene tra marzo e aprile e consente di eliminare gli ultimi elementi grossolani.

Generalmente nei vini bianchi e giovani il processo finisce qui e si procede all’imbottigliamento, mentre in quelli rossi e in quelli bianchi da fare invecchiare si esegue un ulteriore travaso.

Per i vini destinati a maturazione, si eseguono due travasi annuali, sempre per preservarne colore e proprietà. Durante questi procedimenti la quantità di anidride solforosa si volatilizza, perciò se ne aggiunge una piccola quantità (3 grammi ogni 100 litri) per evitare proliferazioni batteriche.

É importante effettuare i travasi quando il tempo è sereno e l’ambiente asciutto: l’umidità potrebbe far liberare i gas presenti nel vino e ciò lo renderebbe più torbido.

Ma il viaggio del chicco d’uva, ormai vino a tutti gli effetti, non finisce qui: c’è ancora un ultimo passaggio: l’imbottigliamento. Ma per questo capitolo, devi leggere un altro articolo! 😉

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